Manuale del vero cieco

La frase Speciale "13 dicembre Giornata Nazionale del Cieco" in primo piano è scritta in Braille e sullo sfondo è scritta in nero.

di Giovanni Taverna

Il manuale che trovate sotto prende origine dalla rabbia che molti tra noi non vedenti dovemmo digerire negli anni 2013 – 2015, quando nel nostro paese, improvvisamente e senza ragione apparente, si scatenò una campagna mediatica contro non meglio identificati “falsi invalidi”; la rabbia derivava soprattutto dal fatto  che detti falsi invalidi quasi sempre venivano pescati tra i non vedenti, frequentemente a causa di denunce anonime che , come norma nel nostro bel paese, invece di essere cestinate dalle forze dell’ordine davano origine a indagini con tanto di filmati e tampinamenti del colpevole di turno.

Ulteriormente come solito da noi, alla denuncia alla magistratura seguiva a ruota lo sbattimento del falsario in prima pagina, con tanto di spiegazione al pubblico di quali fossero le azioni impossibili delle quali il desso si  era reso colpevole evidenziando che tali azioni non potevano , a ragione di buon senso comune, essere svolte da chi avesse problemi gravi di vista. Ergo, chi le compiva era un imbroglione e andava messo in galera.

Purtroppo le azioni impossibili risultavano   tutte faccende che un cieco assoluto ma non acefalo e con un minimo di addestramento  poteva compiere agevolmente anche se dotato di protesi oculari di vetro; ma la stampa proseguiva imperterrita, forze dell’ordine e fior di tribunali dietro e così una serie folta di disabili veri si trovò messa alla berlina, con pensioni ed indennità sospese per mesi o anni, soltanto perché nessuno si prendeva la briga di avvicinare i ciechi e affrontarli come persone normali per farsi spiegare come vivevano, invece di considerarli a priori degli incapaci totali che se facevano qualche azione normale dovevano per forza essere falsi ciechi.

La reazione di alcuni di noi, su mia sollecitazione, fu quella di formulare quindi il pezzo di letteratura,  fantastica fino ad un certo punto, perché riporta esattamente, ovviamente rovesciati, i motivi che la stampa nazionale addusse per giustificare le accuse verso questo o quello. Fu inviato a numerose testate di stampa locale, ricevette risposte consenzienti e altre ricche di contumelie, ma la domanda resta la stessa di allora: siamo sicuri a distanza di anni che la gente abbia cambiato opinione o che almeno non si lasci prendere la mano dal semplice pregiudizio? Intanto spero che il nostro scritto serva come specchio a voi che lo leggete.

Giovanni Taverna

MANUALE DEL VERO CIECO

Le seguenti norme sono dedotte dagli articoli di stampa che raccontano i motivi per i quali alcuni ciechi sono stati denunciati come invalidi truffaldini proprio perché svolgevano una o più delle attività indicate come vietate:

Non deve giocare mai con le macchinette dei bar e delle tabaccherie; la possibilità di giocare al gratta e vinci è riservata agli ipovedenti.

Non deve mai mettere un piede fuori casa senza essere dotato di apposito bastone bianco o di cane guida; l’accompagnamento da parte di bionde formosissime e di altezza superiore a 180 cm non è considerata sufficiente.

Non deve piantare ombrelloni in spiaggia, a meno che non garantisca una pendenza di almeno 45 gradi con cadenza a scelta e ombrello rivolto al contrario rispetto al sole, che ovviamente non può identificare come posizione.

Non deve mai suonare un campanello di una pulsantiera multipla se non quello di casa propria.

Non deve mai, assolutamente mai occuparsi a qualsiasi titolo e modo di orti e giardini cavare una carota, strappare un po’ di prezzemolo o piantare una pianticella sono azioni assolutamente da evitare, insieme a rastrellare il prato oppure, Dio guardi, usare il tosaerba.

Dare il becchime ai polli o l’erba ai conigli risulta già fortemente sospetto.

Non usare le monete dei sottomultipli dell’euro.; nessuno ha ancora scoperto le bordature diverse.

Se hai amici a pranzo non permetterti di sparecchiare la tavola, men che mai di lavare i piatti, riempire la lava stoviglie ed avviarla.

Non si deve aprire e chiudere il bagagliaio della macchina.

E’ vietato stendere i panni.

Non deve  utilizzare telefoni fissi o mobili per chiamare ma solo per rispondere; assolutamente vietato comporre sms.

Non deve mai evitare autotreni, furgoni o auto in sosta, bensì sbatterci rumorosamente contro, possibilmente senza provocarsi danni seri; le conseguenti contumelie e bestemmie sono a scelta di ciascuno, ma sono di rigore per dare visibilità alla faccenda di fronte a testimoni. Qualora i mezzi in questione siano in moto e si   stiano avvicinando e si stia per attraversare la strada, il vero cieco deve attraversare coraggiosamente,  infischiandosi del rischio; ciò serve a secernere adrenalina come nella roulette russa oppure, in caso di decesso, a fornire un risparmio sostanziale a INPS.

Non deve mai fermare l’autobus 12  che passa sotto casa alzando la mano; per cercare di fermarlo comunque , in alternativa può ricorrere ad una mina anticarro o, vista la rarità delle ASL che forniscono tali ausili, può gettare sotto l’autobus altri utenti a portata di mano.

E’ assolutamente  vietato aprire cancelli e portoni con la prevista chiave. Occorre invece Gridare “apriti sesamo!” per almeno 41 volte: una per Alì Babà  e 40 per ciascuno dei ladroni. Qualora la porta non si apra si consiglia di chiamare urgentemente un certo Harry Potter.

Coautori: Giovanni Taverna,, Ada Nardini, Fausto Tofano, Giuseppe Digrande, Alberto Buffolino, Irene Balbo.

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