Educare all’accoglienza dei rifugiati.

di Katia Caravello

 

immagine di un'aula scolastica con il primo piano di spalle una bambina di colore con la mano alzata e sullo sfondo sfocato un'insegnante davanti a una lavagna.

Con il termine  “rifugiato”  ci si riferisce ad una persona a cui è stato riconosciuto lo status in base alla Convenzione di Ginevra del 1951, che definisce il rifugiato come colui che per fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui è cittadino o di residenza abituale e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione del suo Paese d’origine e non può o non vuole tornarvi.
Il riconoscimento dello status giuridico di rifugiato è attuato dai Governi che hanno firmato la Convenzione o dall’UNHCR– Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Viene riconosciuto a chi può dimostrare una persecuzione individuale.

I rifugiati devono godere di diritti fondamentali, quali la libertà di pensiero e di movimento, la libertà dal timore di subire torture e trattamenti inumani e degradanti, e di diritti economici come l’accesso all’assistenza sanitaria, e il diritto allo studio e al lavoro (talvolta in misura paritaria ai cittadini).  D’altro canto, giustamente, essi hanno il dovere di rispettare le leggi del Paese d’asilo.

In Italia, alle persone che ne hanno diritto, viene riconosciuto lo status di “rifugiato” dalla Commissione Territoriale. In seguito a tale riconoscimento , essi  ottengono un permesso di soggiorno per asilo politico di cinque anni e rinnovabile ad ogni scadenza, e sono equiparati ai cittadini italiani per quanto riguarda i diritti normativamente garantiti, tra cui: il medesimo trattamento in materia di lavoro, l’accesso al pubblico impiego, il diritto al ricongiungimento familiare, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione pubblica, ad avere il documento di viaggio, alla libera circolazione all’interno del territorio dell’Unione europea per un periodo non superiore a 3 mesi e a chiedere la cittadinanza italiana dopo 5 anni di residenza in Italia.

Come purtroppo spesso accade quando si tratta di minoranze, anche le persone straniere a cui è stato riconosciuto lo status di “rifugiato” sono vittime di pregiudizi e stereotipi che ne ostacolano l’inclusione nella società. Per evitare che ciò accada, anche il mondo della scuola deve fare la sua parte, sensibilizzando e educando i bambini ed i ragazzi italiani all’accoglienza e alla non discriminazione. E’ proprio per questo motivo che in occasione dell’edizione 2021 della Giornata mondiale degli insegnanti (5 ottobre), UNHCR Italia ha lanciato il kit “Insegnare il tema dei rifugiati” (adattamento della versione in inglese sviluppata da UNHCR a livello globale). Il kit è stato realizzato per fornire agli insegnanti dei validi strumenti   per affrontare il tema dei rifugiati all’interno delle scuole.

“In un momento in cui il numero di persone in fuga da guerre, violenze e persecuzioni ha raggiunto un livello record e con i media e internet che abbondano di informazioni sull’argomento, diventa quantomai necessario comprendere la condizione di chi è stato costretto ad abbandonare la propria casa, anche per poterlo accogliere quando arriva”, ha detto Chiara Cardoletti, Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “Una società che sa accogliere e includere è una società che sa proteggere. In questo senso, il kit per gli insegnanti è anche un importante strumento di protezione”.

L’obiettivo del kit è quello di aiutare gli insegnanti a spiegare ai loro studenti il fenomeno delle migrazioni forzate e le sue complessità, fornendo strumenti concreti adatti ad affrontare il tema nel modo efficace. Esso comprende programmi per le lezioni, attività, video e altri materiali adattabili su rifugiati, asilo, migrazione e apolidia per l’istruzione primaria e secondaria.

Il kit “Insegnare il tema dei rifugiati” comprende:

A. una serie di animazioni video, le parole contano, che illustrano i concetti chiave: chi sono i rifugiati, cosa si intende per migrante, qual è la differenza tra queste due categorie e perché è importante, chi sono i richiedenti asilo, cosa si intende con l’espressione ‘sfollati interni’; i video, inoltre, spiegano da dove provengono i rifugiati e dove si trovano, quali sono i loro diritti e quali organizzazioni forniscono loro assistenza;

B. dei   pacchetti completi di materiali didattici adatti alle varie fasce d’età:

–  i pacchetti per la scuola primaria si focalizzano sull’apprendimento di abilità socio-emotive (SEL) e propongono esclusivamente contenuti adatti a questa fascia d’età;

– i pacchetti per la scuola secondaria ampliano la terminologia relativa a rifugiati, asilo e migrazione e propongono attività di classe volte all’approfondimento dei saperi, alla costruzione dell’empatia, alla comprensione di fatti e cifre e, infine, allo sviluppo del pensiero critico.

Gli studenti sono anche incoraggiati a fare ricerche e ad agire per sostenere i rifugiati stessi.

Gli insegnanti che volessero ricevere ulteriori informazioni circa l’utilizzo del kit, possono contattare l’UNHCR Italia scrivendo a:

scuola@unhcr.org.

L’UNHCR collabora con il Ministero dell’Istruzione per promuovere nella scuola i temi dell’accoglienza, dell’inclusione e della solidarietà internazionale. Un Protocollo di intesa fra i due organismi prevede la realizzazione di attività di sensibilizzazione per le studentesse e gli studenti sui temi dell’inclusione e della solidarietà internazionale ed il kit “insegnare il tema dei rifugiati” è una di tali attività.

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